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Nanna in fascia: è sicura o no?

Proviamo a rispondere ad un argomento che è molto complesso e che non ha una risposta facile.

Cercheremo di essere schematici, ma dobbiamo approfondire bene per cercare di essere più precisi possibile. Partiamo da 4 considerazioni base:

  1. dobbiamo dare per scontato che il supporto e la legatura siano corretti, ricordiamoci che un supporto sbagliato o una legatura scorretta possono essere pericolosi per vari motivi. Se volete usare la fascia, che è molto consigliata e comoda, è importante farsi seguire da una consulente per la scelta del supporto e per imparare bene le legature. Questo consiglio non viene dato per VENDERE consulenze, ma perché è importante prevenire errori con un professionista del settore.

  2. Le linee guida dividono periodi di sonno lunghi, come per esempio quelli notturni, dal power nap che in italiano possiamo tradurre come il riposino che dura circa 40 minuti.

  3. La SIDS (morte in culla) ha dei fattori che possiamo chiamare, semplificando, “scatenanti”. Cerchiamo di riassumere un argomento complesso in poche righe, quindi perdonateci. Uno dei fattori scatenanti è sicuramente la buona ossigenazione del cervello, che è data da due parametri: ossigenazione del sangue e flusso di sangue al cervello. Se uno dei due venisse meno, potrebbe creare problematiche al bambino. Sull’ossigenazione e il flusso di sangue, a meno di non avere il bambino monitorato in una terapia intensiva, non possiamo avere un controllo anche essendo vigili. Il genitore vigile accanto al bambino sicuramente però potrebbe rendersi conto di un cambio o rallentamento di respiro nella maggior parte dei casi, quindi attivare velocemente i soccorsi. Non deve passare però il concetto che “Genitore accanto che vigila = situazione immune da incidente”. La vigilanza è più che fondamentale e sicuramente può aiutare molto a valutare alcuni parametri, ma risulta inefficace in altri: per esempio, se guardate il vostro bambino riuscite a dire quanti battiti minuto sta facendo? La risposta è no, però potreste dire se sta respirando bene o in un modo non normale.

  4. Poniamo molto bene l’attenzione sulla parola SICURA. Negli ultimi tre o quattro anni viene fatto passare il termine “SICURO” come sinonimo di “IMMUNE DA INCIDENTE”. Nell’ambito SIDS (morte in culla) come in tanti altri non possiamo dire che esiste il “Rischio Zero”. Fate mente locale su un argomento ancora più diffuso che è quello dei TAGLI SICURI, è scorretto dire che i tagli sicuri siano immuni da incidente, semplicemente perché anche tagliando in maniera perfetta il cibo potrebbe capitare lo stesso l’ostruzione, banalmente per la quantità (solo come esempio e non entriamo in un argomento altrettanto complesso che affronteremo in un post dedicato). Se guardiamo i dati, possiamo vedere che, con la diffusione delle regole per la nanna, da inizio anni 90 c’è stato un crollo della mortalità di circa il 70%. Questo, leggendolo in un modo che non ci piace, vuol dire che applicando le regole che abbiamo oggi in maniera perfetta, purtroppo è un evento che potrebbe capitare lo stesso.Premessi i quattro punti sopra arriviamo alla risposta. Le linee guida in tutti gli ambiti ovviamente non si possono esporre se non ci sono i dati robusti (molti campioni e replicabili).Leggendo pedissequamente le linee guida dell’ AAP (American Academy of Pediatrics) vediamo che consigliano per esempio lo skin-to-skin (contatto pelle – pelle), quando la mamma è clinicamente stabile dopo il parto, il prima possibile e per massimo un’ora. Quindi sappiamo che questa pratica ha dei fattori positivi importanti, però al momento sottolineano massimo un’ora.Le linee guida parlano di “sonno di routine”, ripetiamo: inteso come i riposi più lunghi e non il powernap che è un riposo di circa 40 minuti. Quindi consigliano, per il sonno di routine, di far dormire il bambino supino su una superficie idonea (se non le conoscete valutate di studiare le regole della sids e per la scelta dei supporti), e sconsigliano tutte le altre tipologie.Le linee guida si espongono chiaramente su sdraiette e seggiolini auto e consigliano di non far dormire i bambini su questi supporti: perché?Perché qui ci sono dei dati, non tantissimi, ma in numero tale da far dire che la posizione e la situazione potrebbero portare a una problematica chiamata asfissia posizionale se il bambino dorme per periodi più lunghi. Se il bambino si addormenta in un viaggio di 20 minuti nell’ovetto niente panico, però non lasciatelo, nemmeno da sveglio, più di 50 minuti su questi supporti, basta toglierlo per 10 minuti e fare una pausa per stendere schiena e collo (altro argomento complesso che ora dobbiamo evitare).

E le fasce?

Nelle linee guida non ci sono dati conclamati per dire “Attenzione pericolo” (ricordiamo, se usate bene) oppure “Sicurezza al 100%”. In linea generale quando mancano i dati su un argomento, c’è sempre un pensiero protettivo: se non sono certo di poterti dire che è fattibile in sicurezza allora ti consiglio di non farlo e qui infatti serve la distinzione di sonno di routine da power nap. Però una cosa possiamo dirla, la fascia per i power nap va benissimo. Se sono in passeggiata e il bambino si addormenta, oppure se sono in casa che devo fare qualcosa e il bambino si addormenta in fascia per un power nap va bene. Ricordiamoci però che questo “va bene” che abbiamo appena scritto, non è un certificato di certezza assoluta di immunità da incidente. Se sono fuori e il bambino si addormenta, quando torno a casa, se desidera continuare a dormire, il consiglio migliore è di metterlo in un lettino o superficie idonea per la nanna. Vi sconsigliamo di addormentarvi con il bambino in fascia perché in quel momento viene meno la vostra vigilanza. Se il bambino vi si è addormentato in fascia e siete particolarmente stanch*, vi consigliamo di evitare un divano o una poltrona perché rischiate di addormentarvi e potrebbe diventare pericoloso e vi consigliamo di mettere il bambino in una superficie idonea.


Quindi per riassumere:

  • fascia molto consigliata in tanti ambiti ma prima di acquistare o usare, fate riferimento a un professionista;

  • power nap in fascia con genitore sveglio ok, se il sonno è più lungo o se posso meglio mettere i bambini a dormire su una superficie idonee;

  • non esiste il rischio zero purtroppo, ma possiamo avere tanti accorgimenti per ridurlo.


Tutti i professionisti che lavorano in ambito pediatrico vorrebbero dirvi che facendo una determinata cosa si azzera il rischio, ma in troppi ambiti non è così. Basti pensare che anche le manovre di disostruzione hanno una percentuale di efficacia del 98%, leggendola in un modo che non ci piace, dobbiamo dire per correttezza che un 2% circa ha un esito grave o letale, è quello che noi chiamiamo il “Maledetto 2%”. Siamo i primi che vorremmo parlare di certezze e di sicurezza al 100% ve lo assicuriamo, ma dare false certezze è pericoloso e sbagliato come fare terrorismo!


Vogliamo concludere dicendo di fare molta attenzione alla “comunicazione polarizzante”. La comunicazione polarizzante, cioè quel tipo di comunicazione assolutista, dove tutto è bianco o nero, dove io ho ragione e tu torto, dove se mi contraddici io ti blocco o elimino, crea un errore indotto grave che è quello delle tifoserie. In una comunicazione così appunto la discussione si polarizza, cioè si divide in due poli opposti e in realtà quasi sempre la verità sta nel mezzo. Secondo noi i genitori non hanno bisogno di messaggi assolutistici, giudicanti e violenti ma hanno bisogno di empatia, ascolto e di professionisti che, con il supporto della scienza, li rendano consapevoli. Il nostro lavoro e quello di tutti i bravi professionisti intorno al mondo pediatrico deve essere quello di rendere il genitore consapevole, per avere tutti i mezzi per scegliere la cosa migliore per il suo bambino. Non vogliamo schierarci per una o l’altra tifoseria, questo gruppo è nato proprio per evitare questo tipo di problematica.


E’ una certezza che, nella crescita di un bambino, seguire le regole al 100% è assoluta utopia, ma vogliamo aiutarvi ad arrivarci il più vicino possibile e abbassare il rischio al minimo.


Questo articolo è stato scritto a quattro mani da Elena e Martino. Ci auguriamo di aver chiarito la situazione e che nessuno di voi si senta giudicato offeso, se avete domande o se qualche professionista volesse aggiungere un pensiero, vi aspettiamo molto volentieri nei commenti.


Un abbraccio e buona fascia a tutti! 

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