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Come scegliere i prodotti per l'igiene dei nostri bambini?

Ciao, sono Francesca e sono uno degli Istruttori di Camillo. Oggi sfrutterò le mie conoscenze in Chimica per approfondire un tema molto caro ai genitori, ovvero i prodotti per l’igiene dei nostri bambini: cosa contengono?, sono davvero naturali?, ipoallergenici?, e cos’è il codice INCI? Facciamo un po’ di chiarezza!


Per Camillo mi occupo anche di Formazione e Didattica, data la mia lunga esperienza in ambito di comunicazione e formazione: infatti, oltre ad una laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e al mio lavoro in ambito sanitario, ho un Master Universitario in Comunicazione e Formazione Esperienziale e numerosi corsi certificati in ambito di crescita personale, leadership, people management e molti altri. Questo per dirvi che con i nostri Istruttori siete veramente in buone mani, visto che mi occupo personalmente di tutto il loro percorso formativo!

Partiamo dal presupposto che la pelle dei neonati è molto sensibile, l'assorbimento cutaneo è elevato e i sistemi di protezione del corpo non sono ancora sviluppati. Ecco perché è meglio limitare al minimo le sostanze chimiche con cui entrano in contatto ed evitare alcuni ingredienti, che interferiscono con il sistema ormonale, allergizzanti, sensibilizzanti e irritanti.

Come fare a capire quali prodotti è meglio usare e quali invece sono quelli da evitare? C'è un’arma segreta: prima di acquistare un prodotto bisogna leggere la lista degli ingredienti, anche se piccola e nascosta deve essere scritta per legge su tutte le confezioni e riporta tutti gli ingredienti presenti in ordine decrescente di concentrazione.

Iniziamo dal sapone per lavare il bambino, sia al momento del bagnetto, che al cambio pannolino: meglio usare un sapone delicato liquido, a base di tensioattivi poco aggressivi. In questo caso in etichetta: no a sodium lauryl o laureth sulphate; invece sì betaine, disodium lauroamphodiacetate, decylglucoside.

Meglio liquido (anziché la saponetta classica), perché più facile da usare e più igienico (anche se potrebbe avere più conservanti), da usare sempre diluito sul palmo della mano con l'acqua e non direttamente sulla sua pelle.

Se dovesse servire, una crema all'ossido di zinco in caso di arrossamenti (zinc oxide dovrebbe essere il primo o secondo ingrediente della lista), evitare quelle che invece usano petrolati (no petrolatum e paraffinum liquidum).

Molta attenzione alle salviettine umide, che vanno usate solo fuori casa, nonostante le pubblicità le propongano per ogni cambio pannolino. Le sostanze contenute nelle salviette, infatti, rimangono in contatto a lungo con la pelle del bambino con rischi di allergie e sensibilizzazione, soprattutto a causa dei profumi. Quelle ideali sono senza profumazione e con sostanze emollienti (si aloe, camomilla), evitare invece gli allergeni (no limonene, linalol,citronellol, eugenol) e ricordare di non gettarle nel wc, sono inquinanti.

Un cenno anche alle creme solari che dovrebbero essere usate solo dopo i 6 mesi, perché prima i bambini non dovrebbero proprio essere esposti al sole. Scegliere una protezione molto alta (50+), anche se non ha la pelle chiara, e a base di filtri fisici (sì zinc oxide).

Quindi, ricapitolando, ecco i peggiori ingredienti da evitare:

  • bagnoschiuma e shampoo per adulti: possono disidratare la pelle del bambino a causa delle sostanze lavanti aggressive e la schiuma potrebbe irritare gli occhi;

  • profumi e acque di colonia: l'alcool che contengono può disidratare la pelle e provocare allergie;

  • creme idratanti non adatte ai bambini: la pelle del bambino potrebbe assorbire sostanze, come interferenti endocrini (no paraben, bha) o impurezze (no petrolatum, paraffinum liquidum);

  • borotalco e polveri: le particelle molto piccole possono essere inalate con rischi per le vie respiratorie e i piccoli polmoni (no talc);

  • prodotti disinfettanti: il sistema immunitario del bambino non si “allena” e danneggiano l'ambiente (no triclosannei saponi o alcool nei gel mani o benzalkonium chloride nei detersivi).


Un’ultima piccola curiosità su un tema molto di moda tra le mamme al momento: il codice INCI.

L'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti presenti all'interno di un prodotto cosmetico. Viene usata in tutti gli stati membri dell'UE e in molti altri paesi nel mondo, tra i quali gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile, il Canada e il Sudafrica e dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione l'elenco degli ingredienti in esso contenuti usando la denominazione INCI.

Lo scopo del codice INCI è quello di permettere alle persone portatrici di allergie di identificare facilmente la presenza della sostanza alla quale sono allergiche all'interno del prodotto prima del suo impiego, in qualunque parte d'Europa (e spesso del mondo) si trovino.

Secondo la nomenclatura INCI, gli ingredienti di un prodotto cosmetico vanno scritti in ordine decrescente di concentrazione al momento della loro incorporazione.

Al primo posto si indica quindi l'ingrediente contenuto in percentuale più alta, poi a seguire gli altri ingredienti, fino a quelli contenuti in percentuale più bassa. Al di sotto dell'1%, gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.

La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino, riferiti ai nomi botanici e a quelli di ingredienti presenti nella Farmacopea, mentre la maggioranza è in inglese, fuorché la parola Parfum che è in francese. Nel caso dei coloranti, si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index (ad esempio CI 45430); fanno eccezione i coloranti per capelli, che devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese.

Negli ultimi anni sono state sviluppate diverse App, anche gratuite, per analizzare l’INCI attraverso il codice a barre. E’ un mondo complesso ma credo di avervi aiutato a fare chiarezza, però per qualsiasi domanda particolare scrivete nei commenti. A presto Francesca




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